Giandu Posted 16 hours ago Share Posted 16 hours ago Buongiorno, sono un lavoratore dipendente privato con contratto a tempo indeterminato e orario full time di 40 ore settimanali. La mia RAL è di circa 20.000 € e, attualmente, il lavoro dipendente rappresenta la mia principale fonte di reddito e occupa quasi tutta la mia giornata lavorativa. Vorrei aprire una partita IVA per avviare, esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro, una seconda attività digitale. L’idea principale non sarebbe soltanto sviluppare app o siti per clienti, ma creare applicazioni e piattaforme software proprietarie, destinate a categorie specifiche di utenti, per esempio wedding planner. Le piattaforme potrebbero prevedere: accesso tramite account; abbonamento annuale; acquisti in-app o funzionalità premium; aggiornamenti e manutenzione; eventuale assistenza tecnica. Non avrei dipendenti né collaboratori e svolgerei personalmente l’attività nel tempo libero (la sera, la Domenica ma comunque al di fuori dell'orario lavorativo). Inizialmente prevedo ricavi contenuti e probabilmente inferiori ai 20.000 € annui della mia RAL. Vorrei quindi capire: Qual è il corretto inquadramento fiscale e previdenziale per questo tipo di attività? La vendita di accessi a piattaforme software proprietarie comporta necessariamente l’iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione Commercianti INPS? Essendo già dipendente privato full time a 40 ore settimanali, posso chiedere la non iscrizione o l’esonero dalla Gestione Commercianti perché il lavoro dipendente è la mia attività prevalente? In caso di esonero o non iscrizione, devo versare comunque qualche contributo INPS sulla seconda attività? L’eventuale esonero deve essere richiesto al momento dell’apertura della partita IVA, tramite ComUnica, oppure direttamente all’INPS? Quali documenti dovrei predisporre per dimostrare la prevalenza del lavoro dipendente? Il numero delle applicazioni, degli utenti o degli abbonati può modificare la valutazione? Se in futuro iniziassi anche a offrire sviluppo software, creazione siti e consulenza social per clienti esterni, cambierebbe l’inquadramento o si tratterebbe semplicemente di aggiungere ulteriori codici ATECO? La mia principale preoccupazione è evitare di dover versare il contributo minimo annuale della Gestione Commercianti, che sarebbe particolarmente oneroso se nei primi anni l’attività producesse ricavi molto bassi. Vorrei inoltre sapere se, considerando il modello descritto, sia possibile adottare il regime forfettario e quali codici ATECO 2025 potrebbero essere corretti. Grazie in anticipo a chi potrà fornirmi una risposta basata sulla normativa e sulla prassi INPS applicabile a un caso di questo tipo. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Recommended Posts
Join the conversation
You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.